Viti, velocità e vizi: Barry Sheene

L’aria sapeva di olio e benzina, e Barry Sheene ci galleggiava dentro come fosse il suo elemento. Nel paddock rideva, scherzava, fumava. Ma in pista diventava silenzio, precisione, tempesta. Era il ragazzo col numero 7, con le cicatrici sulla pelle e la voglia matta di sfidare il destino. Dopo ogni incidente, tornava. Più veloce. Più folle. Più vivo. Barry era l’anima rock del motociclismo, quello che correva non solo per vincere, ma per sentire. Perché ogni curva era una promessa. Ogni rettilineo, un grido di libertà. E il mondo non dimentica chi, con una Suzuki e un sorriso da bastardo, ha messo a ferro e fuoco gli anni ’70.

6/30/20251 min read

Il contenuto del mio post