Piaggio Ciao: il motorino dell’amore e delle ribellioni silenziose
Prima che le città fossero invase da scooter e monopattini elettrici, c’era lui: il Piaggio Ciao. Nato nel 1967, con la sua linea snella, le ruote sottili e quel tipico suono di motore a due tempi, ha segnato un’epoca. Il Ciao è stato per generazioni di ragazzi italiani la chiave d’accesso al mondo adulto, il primo assaggio di indipendenza. Nel garage del nonno o recuperato arrugginito da un cugino maggiore, il Ciao era spesso il primo mezzo di trasporto personale. Non serviva patente, bastava un colpo deciso al pedale e si partiva. Perfetto per andare a scuola, per fare un salto in spiaggia o anche solo per girare a vuoto. Ma il Piaggio Ciao era anche la tela bianca dell’ingegno giovanile. I più intraprendenti lo modificavano senza pietà: marmitte, adesivi fluorescenti e gruppi termici che trasformavano quel docile motorino in una piccola belva da rettilineo. Si organizzavano sfide clandestine, spesso improvvisate in parcheggi deserti o strade di campagna. Oggi, il Ciao è tornato in voga come icona vintage, restaurato con amore da nostalgici e giovani curiosi. Nei raduni di appassionati, si respira un’aria che sa di passato, sì, ma anche di eternità.
6/11/20251 min read


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