La "coda d' anatra" rimasta nel tempo

Ci sono auto che non sono solo icone: emozioni scolpite nel tempo. La Porsche Carrera RS 2.7 del 1972 è una di queste. Guardarla è come leggere un verso scritto sull’asfalto, un poema tedesco fatto di acciaio, leggerezza e passione corsaiola. Pensata per la pista, omologata per la strada, la RS 2.7 era pura essenza: 210 cavalli di grinta su poco più di 900 kg, un equilibrio perfetto. Il suo mitico motore flat-six cantava una sinfonia che ancora oggi fa emozionare tutti gli appassionati. Era veloce, sì, ma soprattutto viva. Ogni curva diventava un dialogo, ogni accelerazione un’emozione viscerale. Ma più dei numeri, resta il mito. L’inconfondibile “coda d’ anatra", cosi soprannominata per lo spoiler posteriore, la scritta "Carrera" lungo la fiancata, i colori sgargianti, la RS si è fatta amare. Oggi, più di cinquant’anni dopo, continua a farlo. Perché alcune auto non invecchiano: diventano leggenda.

6/13/20251 min read

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