Indianapolis, 1958
Sotto il sole cocente dell’Indiana, rombano i motori alla partenza della corsa più spettacolare del mondo: la 500 Miglia. È un’arena di velocità e coraggio, dove ogni pilota sfida non solo gli avversari, ma anche i propri limiti. Quel giorno, a dominare la scena è Jimmy Bryan, che con la sua monoposto bianca taglia il traguardo con una media spaventosa: oltre 215 km/h. Un'impresa tecnica e umana, scolpita nella storia del motorsport americano. Ma dietro quella vittoria, c'è anche un protagonista silenzioso: Mobiloil. L’olio che lubrifica, protegge e resiste alle sollecitazioni estreme delle corse. La sua affidabilità finisce sotto i riflettori grazie a una pubblicità italiana diventata icona: sfondo rosa acceso, una monoposto stilizzata e parole forti. “Un’altra vittoria del Mobiloil”, recita il manifesto, quasi a dire che l’olio stesso ha partecipato alla corsa. E in fondo, non aveva tutti i torti: in quegli anni, la meccanica era un equilibrio sottile, e ogni componente contava. Questa pubblicità è più di un ricordo d’epoca. È il simbolo di un’epoca in cui le corse erano vere, il rischio era reale, e anche un semplice olio motore poteva diventare leggenda.
8/1/20251 min read