Il sottomarino Enrico Toti – L’impresa che emerse a Milano
C’erano una volta le profondità del Mediterraneo, il silenzio dell’acciaio e il battito regolare dei motori diesel-elettrici. Lì sotto, nascosto agli occhi del mondo, il sottomarino Enrico Toti vegliava sull’Italia. Era il 1967 e la Guerra Fredda soffiava ancora forte. Il Toti era piccolo, veloce, invisibile: un predatore silenzioso nato per pattugliare i nostri mari, primo sottomarino costruito in Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale. Per anni servì con discrezione e onore, come un fantasma d’acciaio tra le onde. Ma anche le leggende, prima o poi, trovano il porto del riposo. Nel 1997, ormai pensionato, il Toti era destinato a essere dimenticato. Ma Milano decise diversamente. Nonostante la città non avesse il mare, volle onorare il suo spirito. E così iniziò una delle imprese più incredibili mai viste in Italia: portare un sottomarino lungo oltre 46 metri nel cuore della città, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia. Fu un viaggio epico: il Toti venne trasportato via mare, poi su chiatte lungo i fiumi, infine sollevato e trascinato tra ponti, binari, strade. Per un momento, Milano si fermò. La gente usciva dai palazzi, dai tram, dai bar. Tutti volevano vedere il gigante d’acciaio “navigare” tra le vie cittadine. Dal 2005, il Toti è lì. Immobile ma vivo. Testimone muto del passato, emozione presente per chiunque salga a bordo. Non è più solo un sottomarino: è un simbolo, di ingegno, di memoria e di coraggio.
7/2/20251 min read


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